Rebranding : la strategia per rinnovare la tua identità aziendale

Cos’è il rebranding?

Il rebranding è il processo di modifica dell’identità di un’azienda, di un prodotto o di un servizio per adattarlo a nuove esigenze di mercato, migliorare la percezione del pubblico o risolvere problemi legati alla reputazione. Può includere un cambiamento nel logo, nel nome, nella strategia di comunicazione o nel posizionamento generale.

Rebranding: perché è importante

Le aziende scelgono di fare rebranding per diversi motivi, tra cui:

  • Evoluzione del mercato: cambiamenti nelle esigenze dei consumatori o nuove tendenze possono rendere obsoleta l’immagine attuale di un brand.
  • Crisi reputazionale: Un rebranding può aiutare a distanziarsi da eventi negativi e migliorare la percezione del pubblico.
  • Fusione o acquisizione: In questi casi, un nuovo brand può rappresentare meglio la nuova entità aziendale.
  • Espansione del business: Quando un’azienda entra in nuovi mercati o diversifica i suoi prodotti, potrebbe aver bisogno di una nuova immagine che rappresenti meglio la sua crescita.

Differenza tra rebranding e riposizionamento

Sebbene i due concetti siano strettamente legati, rebranding e riposizionamento non sono la stessa cosa:

  • Il rebranding si concentra sull’identità visiva e comunicativa dell’azienda (nuovo logo, nuovo sito web, nuova immagine aziendale).
  • Il riposizionamento riguarda invece il modo in cui un brand si colloca nel mercato e nella mente dei consumatori. Può implicare un cambiamento nella strategia di marketing, nella proposta di valore o nel target di riferimento.

Rebranding vincenti: che strategia utilizzare

1. Analisi del brand attuale

Prima di intraprendere qualsiasi cambiamento, è fondamentale comprendere la percezione attuale del brand. Alcuni strumenti utili includono:

  • Sondaggi e interviste ai clienti
  • Analisi della concorrenza
  • Monitoraggio della reputazione online

2. Definizione della nuova identità

Dopo aver compreso i punti di forza e di debolezza del brand attuale, bisogna definire una nuova identità coerente con la mission e i valori aziendali. Questo processo spesso include la creazione di un nuovo logo o di una nuova moodboard, la ridefinizione dello storytelling o un semplice aggiornamento del sito web o uno svecchiamento dei materiali di marketing. Nel 2022 ad esempio, Barilla, in occasione del suo 145esimo anniversario di attività, ha deciso di rinnovare la propria immagine.

  • Ha cambiato il logo, intensificando il colore e scegliendo una grafica che comunica stabilità e solidità.
  • Ha modificato il packaging, rimuovendo la finestrella in plastica per una scelta sostenibile.
  • Ha lanciato un nuovo prodotto premium, la pasta Barilla trafilata al bronzo.

Tutte scelte stilistiche che hanno coinvolto non solo la parte visual, ma anche quella di posizionamento.

3. Comunicazione del cambiamento

Un rebranding efficace deve essere accompagnato da una strategia di comunicazione chiara e ben strutturata.

Si parte con la creazione di una campagna di lancio, che includa post teaser per suscitare curiosità nel pubblico e generare engagement. Successivamente, è fondamentale aggiornare tutti i canali digitali e social, affinando la coerenza visiva e rendendo immediatamente riconoscibile il nuovo logo e l’identità aziendale.

Infine, per amplificare il messaggio e raggiungere un pubblico più ampio, si possono coinvolgere influencer e media agency, che attraverso i loro canali, potranno dare maggiore visibilità al nuovo brand e consolidarne la presenza nel mercato.

4. Monitoraggio e adattamento

Dopo il lancio del rebranding, è essenziale monitorare la reazione del pubblico e apportare eventuali aggiustamenti per migliorare il posizionamento.

 

Rebranding di successo: il caso Barbie

Da quando, alla fine degli anni ‘50, Ruth Handler ebbe l’intuizione che rivoluzionò il mondo dei giocattoli con la creazione di una bambola che avesse l’aspetto di una donna vera, Barbie ne ha fatta di strada, approdando in tutte le case delle bambine e vestendo tantissimi panni: barbie pasticcera, barbie principessa, infermiera, cuoca e tante altre.

Nel 2015, però, Barbie vede le vendite crollate del 15%, il risultato peggiore ottenuto dall’azienda sin dalla nascita. Il motivo era semplice: l’immagine materialista e superficiale, la bellezza “irraggiungibile” della bambola non era più vista di buon occhio dalla società moderna.

Mattel ha iniziato quindi un’operazione di rebranding con l’obiettivo di ridefinire il posizionamento e lo scopo di Barbie. 

Nella pratica, l’azienda ha puntato sul girl empowerment e incoraggiando le bambine a credere nei loro sogni, attraverso il lancio di nuove tipologie di Barbie, con corporature, professioni e particolarità diverse, per sdoganare l’idea di un “corpo perfetto”, cercando di rappresentare tutte le varietà di donne esistenti al mondo.

Tutti questi sforzi del brand sono stati ampiamente ripagati, tanto che il brand ha finalmente visto le vendite crescere in modo esponenziale.

Conclusione

Un rebranding efficace può dare nuova linfa a un’azienda, migliorandone il posizionamento e la percezione del pubblico.

Tuttavia, è un processo complesso che richiede un’analisi approfondita, una strategia ben definita e un’implementazione attenta.

Se la tua azienda sta pensando a un rebranding, contattami per una consulenza personalizzata e scopri come posso aiutarti a trasformare la tua immagine aziendale!

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